La piaga della disoccupazione giovanile in Italia

Dalla crisi economica del 2008 scoppiata prima in USA e poi in tutto il mondo, i dati sul lavoro in Italia vanno sempre peggio. Soprattutto quelli relativi alla disoccupazione giovanile.

I dati sono allarmanti: più del 35% dei giovani italiani è disoccupato. Più di 1 su 3. Ma da cosa dipendono questi dati così allarmanti?

Ne possiamo individuare sostanzialmente 3. O meglio, possiamo individuare sostanzialmente 3 colpe. La situazione economica globale ed europea. Le mancanze della politica italiana. E le colpe dei giovani stessi. Vediamoli uno ad uno.

1. Situazione economica globale ed europea

La crisi del 2008 ha dato un forte ridimensionamento all’economia italiana. Non che prima fosse tutto rosa e fiori, ma sicuramente ancora oggi ci portiamo dietro gli strascichi di quella crisi globale.

L’italia ha perso una buona fetta del suo PIL. Le imprese sono andate in difficoltà. Le banche non hanno prestato denaro per un bel po’. Fare impresa è diventato difficile. E ancor di più è stato trovare un posto da dipendente.

E’ chiaro che in questa situazione quelli che ne hanno risentito di più sono stati i giovani in cerca di una prima occupazione.

2. Le mancanza della politica italiana

Dal 2008 in poi poco si è fatto per favorire l’occupazione dei giovani. La politica in generale è sempre più attenta ai bisogni dei lavoratori di età avanzata. Specie se pubblici.

Il welfare così forte in Italia, spinta anche e soprattutto dal grande potere dei sindacati, ha fatto in modo che si aggiungessero diritti su diritti a lavoratori già occupati. Di fatto paralizzando il mercato lavoro. A scapito dei nuovi entrati nel mercato.

Si è provato a fare qualcosa ultimamente, pensiamo al jobs act di Renzi. Ma sembra sicuramente non abbastanza.

3. Le colpe dei giovani

Sarebbe ipocrita ammettere che anche noi giovani non abbiamo qualche colpa. Forse siamo nati da una generazione ricca. E vediamo il nostro futuro povero. E questo un po’ ci spaventa e paralizza.

E, purtroppo, a volte ci rende paralizzati. Incapaci di fare sacrifici nello studio, nel lavoro dipendente o nel fare impresa.