Lavorare da casa: 3 idee

In un mondo sempre più svuotato di opportunità, con picchi massimi di disoccupazione giovanile, non è una brutta idea cercare di fare impresa per conto proprio.

Chiaramente non devo certo dirti io che aprire un’attività imprenditoriale può essere molto rischioso, difficile, etc. Non è mai una cosa facile.

Oggi, con il web che è ormai forse la parte più importante della nostra vita, fare attività di impresa e lavorare da casa è diventato possibile. Ci sono cioè alcune attività online che ti possono permettere di guadagnare attraverso il web.

Analizziamo le 3 più comuni e famose.

1. Offrire dei contenuti di valore su un tema specifico

Questo tema dovrebbe essere la nicchia del quale sia esperto. Se sei un esperto di architettura, potresti costruire un’attività online che da del valore agli appassionati di architettura.

E poi monetizzare attraverso affiliazioni o contenuti premium.

Questo modello è replicabile per un qualsiasi tema, dai più grandi a più piccoli. Puoi fare un sito che offre valore su videogiochi, su musica, etc.

L’esempio di oggi più lampante è la moda: il web è piano di esperti di modi che fanno un mucchio di soldi tramite i loro siti web.

2. Il trading

Il trading online è un’attività che affascina sempre più persone.

Guadagnare sui mercati finanziari con operazioni di breve termine può sembrare molto avvincente. E poi negli ultimi anni sono usciti strumenti finanziari che sono relativamente semplici da capire, quali CFD e opzioni binarie.

ll trading però ha 2 svantaggi principali.

Il primo è che è rischioso. Il tuo capitale è a rischio. Specialmente se fai trading senza competenze. Insomma è assolutamente essenziale, prima di iniziare, formarsi a dovere sul mondo del trading.

E poi devi capire che il trading può essere un’ottima attività per gestire un tuo capitale. Ma non è ideale come vero e proprio “lavoro”. Insomma, può essere utile fare trading per gestire dei soldi, ma non la considererei una vera e propria attività imprenditoriale.

3. Il vecchio caro e-commerce

Oggi ci sono poche scuse: se sei proprietario di una attività commerciale, puoi (anzi forse devi!) creare il tuo sito di e-commerce.

Chi dice che è impossibile fare concorrenza ai grandi colossi come Amazon si sbaglia. Qualsiasi attività commerciale può avere successo come e-commerce se offre prodotti di qualità.

Quindi il consiglio è sempre quello di aprire un e-commerce se hai una attività commerciale.

Come capire se il tuo capo è un buon capo

Il capo. Chi, almeno per un volta, non è stato travolto da un senso di irritazione verso il proprio datore di lavoro? Immagino tutti.

E’ importante però capire se in linea generale il nostro capo è un buon capo. Una persona cioè che ci aiuterà veramente a crescere. Oppure no, è un capo non all’altezza.

Fermo restando compatibilità e incompatibilità che ognuno di noi può avere con altre persone, ci sono 3 indizi che ci possono fare capire se il nostro capo è un buon capo oppure no.

1. Si concentra sui nostri punti di forza (e non su quelli di debolezza)

Questo è un errore classico dei datori di lavoro. Nei feedback e nel lavoro quotidiano si concentrano sui punti di debolezza. E tralasciano i punti di forza.

Un lavoratore avrà sempre cose su cui è più bravo e cose su cui è meno bravo. Un buon capo permette al dipendente di far risaltare i proprio punti di forza. Ricorda: è sempre più facile passare da ottimo a eccellente che da scarso a buono.

Questo un buon capo lo sa. E quindi cerca di sfruttare le competenze dei dipendenti in questa ottica.

I punti di debolezza ci sono sempre, e chiaramente vanno migliorati. Ma il focus deve essere sui punti di forza.

2. Non fa false promesse

Il capo che fa promesse che poi non mantiene è un cattivo capo.

Questo a 2 livelli: personale e aziendale.

Se per esempio il tuo capo ti continua a promettere un aumento o una promozione a una data futura, che poi puntualmente non mantiene, ciò vuol dire che non è un buon capo.

O, a livello aziendale, se continua a parlare di fantomatici risultati che poi sono puntualmente smentiti dalla realtà…bé, non è un buon segnale.

3. Non fa micro-management

Fare micro-management vuol dire controllare continuamente ogni minima azione di un dipendente. Significa non delegare mai completamente un certo compito.

Significa, in pratica, non avere fiducia del proprio dipendente. Pessimo segnale.